venerdì 4 marzo 2011

Spazio all'uso privato dell'auto blu se occasionale

Se il supermercato è sotto casa e la scuola del bambino nel quartiere si può usare occasionalmente l'auto blu. La sesta sezione della Corte di cassazione, con la sentenza 7177, abbraccia il principio della "modica quantità" e nega il reato di peculato d'uso a carico di sei assessori del comune di Napoli che avevano utilizzato per scopi privati la vettura messa a disposizione per ragioni istituzionali. La sporadicità degli episodi contestati e le brevi distanze percorse hanno salvato gli amministratori dalla condanna.


L'auto di servizio, infatti, era stata usata per ragioni personali complessivamente nove volte in un anno. La pubblica amministrazione non aveva dunque subito quel «danno economicamente apprezzabile» che avrebbe fatto scattare il reato. Gli ermellini spiegano che l'uso temporaneo del bene pubblico per ragioni private che esulino dalle funzioni d'ufficio non sempre è destinato a integrare il reato contestato. Il peculato d'uso si configura quando c'è un'effettiva appropriazione del mezzo, con consumo del carburante e dell'energia lavorativa dell'autista, tale da recare un concreto e significativo danno economico all'ente pubblico e da pregiudicarne l'ordinaria attività funzionale. Nel caso esaminato le auto blu sono sempre rimaste nella disponibilità della pubblica amministrazione senza mai essere cedute a terzi non autorizzati a usarle. I giudici – pur affermando che quando dalla distrazione del bene si trae un profitto personale si può ipotizzare il reato di abuso d'ufficio – liquidano il comportamento degli assessori come moralmente riprovevole.

Punibile «eventualmente» con una sanzione disciplinare. Si salva anche uno dei sei assessori per cui il procuratore del tribunale di Napoli aveva ipotizzato anche il reato di falsità ideologica in atti pubblici. L'accusa era basata su due annotazioni firmate dal politico locale per giustificare, con motivi di lavoro, due viaggi fuori dal territorio comunale. Anche in questo caso la Cassazione è benevola. La "bugia", pur essendo potenzialmente lesiva della pubblica buona fede, non costituisce una prova per l'accertamento del peculato d'uso. Il collegio era stato però meno comprensivo con la sentenza 25541/2009 con cui, sempre la sesta sezione, aveva condannato un consigliere comunale per l'uso «temporalmente limitato» della macchina di servizio in un giorno prefestivo. Ancora la sesta ha assolto un carabiniere (sentenza 10233/2007) in virtù dell'utilizzo occasionale dell'autovettura per scopi personali.

Fonte: ilsole24ore

Auto "blu-blu", il Sindaco di Todi rinuncia

Secondo i dati raccolti ed elaborati da FormezPA, il parco auto delle Pubbliche Amministrazioni risulta composto da circa 86.000 autovetture (escluse quelle con targhe speciali e/o dedicate a finalità di sicurezza e vigilanza).
Di queste, 5.000 sono "blu blu" (di rappresentanza politico-istituzionale a disposizione di autorità e alte cariche dello Stato e delle amministrazioni locali); 10.000 "blu" (di servizio con autista a disposizione di dirigenti apicali) e circa 71.000 "grigie" (senza autista, a disposizione degli uffici per attività strettamente operative).

Nelle Amministrazioni regionali e locali si concentra la quasi totalità delle auto "grigie" (oltre 70.000), circa 2.000 auto "blu blu" e 4.000 auto "blu".
Ora dal numero delle auto blu blu occorrerà toglierne una.
Uno dei principali tagli che il sindaco di Todi, Antonino Ruggiano, ha predisposto in vista della quadratura del bilancio comunale, in ottemperanza alle linee di indirizzo emanate dal Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, prevede che non ci sia auto blu e vigile urbano a disposizione come autista, con un risparmio, secondo l’amministrazione comunale, di quasi 20mila euro l’anno per le casse comunali.

“Consapevoli dei sacrifici che comunque, ognuno per la propria parte, dovremo tutti sostenere, l’amministrazione comunale –dice una nota di Sindaco ed assessore Ciani – ha pensato prima di tutto alle economie in “casa propria” predisponendo il taglio della cosiddetta “auto blu” comunale.
Il sindaco Ruggiano, infatti, all’atto del suo insediamento ha ereditato la disponibilità di un’auto blu e di un vigile urbano impiegato a tempo pieno come autista; dopo un breve periodo di un uso già fortemente ridimensionato, quest’anno si è provveduto a cancellare definitivamente anche questa voce di costo, ottenendo tre risultati importanti: il risparmio di denaro, la restituzione di un’unità di personale al servizio pubblico e fare la propria parte in materia di rinunce. Questi ed altri risparmi similari connoteranno il bilancio 2011, con l’intendimento di ridurre il più possibile il sacrificio dai cittadini e dalla città”.

Fonte: iltamtam

Campania - Regione - Bilancio passa con 37 sì. Maggioranza soddisfatta

Napoli - Tetti di spesa alle consulenze e agli stipendi di consiglieri e manager pubblici, limitazioni all'uso delle auto blu e un bonus bebe' tra le misure contenute nella manovra finanziaria da 18 miliardi di euro approvata dal Consiglio regionale della Campania a poche ore dalla scadenza dell'esercizio provvisorio e dopo due giorni di dibattito. Ma alla fine la norma piu' condivisa del bilancio di previsione 2011 e' un accordo non scritto che passera' alla storia del Consiglio regionale come il 'lodo Cavani', l'intesa bipartisan (al termine di due giorni di contrapposizioni) che ha fatto si' che la fine dei lavori fosse anticipata in tempo utile per garantire ai consiglieri la visione dell'atteso match tra Milan e Napoli evitando pericolose code notturne e scatenando il fuggi fuggi al termine della seduta con il contingentamento degli interventi. Tagli alla spesa e investimenti nel testo approvato a maggioranza con 37 si' (18 i no sui 55 votanti), e sul quale il governatore Caldoro aveva posto la fiducia (una novita' per la Campania introdotta dal recente statuto) con spazio per una serie di misure di contenimento della spesa all'inseguimento di quel rigore necessario dopo lo sforamento del patto di stabilita'. Si va dai tetti sulle spese per studi e incarichi di consulenza che non possono essere superiori al 20% di quelle sostenute nel 2009 a quelli su mostre e convegni. Stretta anche sulle auto blu: organi e strutture di enti e agenzie regionali non potranno utilizzare in via ordinaria auto di servizio per il trasporto dall'abitazione all'ufficio. Un freno viene posto anche alle indennita' dei consiglieri regionali (che non possono superare quelle dei parlamentari) e dei manager pubblici con stipendi oltre i 90.000 euro. Tra le misure di sostegno alle famiglie spicca il bonus bebe' finanziato con 2 milioni di euro. Si tratta di un una tantum di 2000 euro che verra' riconosciuta per ogni terzo figlio nato dopo il 1 gennaio all'interno di famiglie dal reddito basso. Sostegno viene garantito anche alle madri lavoratrici per la creazione degli asili nido sui posti di lavoro (un milione) e agli oratori (2 milioni). E in un provvedimento che finisce, secondo una consolidata tradizione, per essere un omnibus, non mancano anche una serie di finanziamenti a pioggia per enti, associazioni, musei e teatri (si va dal premio Matilde Serao al Museo dell'Osservatorio Vesuviano). Un milione e mezzo di euro, invece, va ai comuni con meno di 15.000 abitanti per garantire la copertura wifi gratuita delle aree pubbliche. E ancora: viene istituito il Cal (Consiglio delle autonomie locali) al posto della Conferenza permanente Regione-Autonomie locali e si prevedono misure di razionalizzazione nella spesa sanitaria che continua a rappresentare circa il 60% della spesa totale. Sul fronte fiscale, dalla convenzione con l'Agenzia delle Entrate si punta a recuperare fino a 4 milioni di euro sull'addizionale regionale. Soddisfatto alla fine il governatore campano Stefano Caldoro: 'Una manovra - ha sottolineato - che mette ordine nei conti ponendo fine alla consuetudine del passato di sottoscrivere cambiali in bianco impegnando cio' di cui non si disponeva. Per essere credibili bisogna avere i conti a posto - ha concluso - anche facendo sacrifici, e con questa finanziaria si da' l'idea che i sacrifici toccano per prime alle istituzioni'
Fonte: Irpinianews

Roma, Alemanno: "Approvata delibera che abolisce tutte le auto blu in Comune"

Roma, 2 mar. (Adnkronos) - "Abbiamo fatto una delibera che abolisce tutte le auto blu in Comune anche per i dirigenti e gli assessori. Riguardo all'ad Ama Panzironi ha ereditato una situazione dalla precedente amministrazione". E' quanto ha dichiarato il sindaco di Roma Gianni Alemanno prima di partecipare, a Roma, allo Starhotel Metropole, alla conferenza nazionale del Movimento cristiano lavoratori (Mcl) dal titolo 'Dai valori al programma: l'identita' dei cattolici per un nuovo impegno nelle autonomie locali'.
Fonte: Adnkronos

giovedì 3 marzo 2011

Auto blu in Regione, Penati e altri tre rinunciano. Ma una delibera li indennizza

Il documento votato il gennaio scorso prevede che chi dice no all'autovettura di servizio ha diritto a un rimborso di circa 60mila euro lordi. Di più: la disposizione è retroattiva. L'ex presidente della Provincia è attualmente vice presidente del Consiglio regionale e anche consigliere provinciale In Regione Lombardia la parola d’ordine è contenere i costi. Anche se, in certi casi, le strade della politica producono alcuni cortocircuiti istituzionali. Le auto blu in testa. Argomento delicatissimo sul fronte degli sprechi. Il benefit, in questo caso, spetta ai componenti dell’Ufficio di Presidenza. Tra loro c’è anche un uomo di punta del Partito democratico ed ex presidente della provincia come Filippo Penati. Il quale tempo fa ha dichiarato di voler rinunciare all’auto blu.

Ottimo. Peccato che, come capita spesso, cancellato, sulla carta, lo spreco rientri dalla finestra. E così arriviamo al 10 gennaio 2011. Data che fissa l’approvazione all’unanimità di una singolare delibera dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale, del quale fa parte lo stesso Penati. Il documento, infatti, prevede un strano passaggio. In sostanza il politico che rinuncia all’utilizzo dell’auto blu, ha diritto a “un trattamento indennitario”. Tradotto: denaro che gli rientra in tasca. Si legge “dell’opportunità di erogare, a fronte della minor spesa sostenuta dall’amministrazione consiliare, una somma di denaro correlata al 60% del totale del costo medio annuale”. Un costo medio che si aggira attorno agli 85mila euro, così suddivisi: 25mila per “acquisto e manutenzione di un’autovettura di rappresentanza e 61mila per lo stipendio di un’autista”.

E’ semplice algebra. Il risultato produce un bel tesoretto, circa 60mila euro, che ogni anno finisce in tasca a Filippo Penati. Anche perché, e il dato non appare irrilevante, la delibera è retrottativa perché, votata nel giugno scorso, diventa operativa a partire dall’undici maggio 2010. Ma Penati è in buona compagnia. Con lui anche il presidente del Consiglio regionale, il leghista Davide Boni, il quale a stretto giro di ruota dalla sua elezione ha pubblicamente rinunciato all’auto blu. Filippo Penati spiega: “In realtà questa delibera va a integrare una disposizione già esistente da almeno dieci anni”. E dunque cosa cambia? “Abbiamo solo introdotto la tassazione e nuovi criteri di calcoli più oggettivi riferiti ai costi reali dell’ente per il calcolo delle indennità”. Rifacendo i calcoli, “la cifra – prosegue Penati – si aggira sui 24mila euro”. Comunque una bella cifra. “Ma questo denaro lo impiego per pagare le spese dei miei spostamenti”. Quindi precisa: “Questa delibera comunque non è solo una mia decisione, nell’ufficio di presidenza ci sono altre persone”. Ma è anche vero che il documento è stato approvato all’unanimità. E comunque oltre a Penati, e Boni, anche altri due hanno rinunciato all’auto blu. Solo il quinto ha deciso di tenersi un benefit da 86mila euro l’anno.

Su Filippo Penati, però, pesa un altro impaccio: il doppio incarico reso tale dalla sua presenza in Consiglio provinciale. Anche qua sono i numeri a parlare. L’ex inquilino di palazzo Isimbardi, infatti, nel 2010 ha partecipato ad appena otto sedute di consiglio. Cifra che lo colloca come fanalino di coda dei vari consiglieri. Penultima la figlia del giornalista del Corriere della Sera ucciso dal terrorismo rosso il 28 maggio 1980, Benedetta Tobagi. Per lei, che si è dimessa di recente, l’asticella fissa quota nove.

Sul doppio incarico di Penati proprio ieri sono arrivate le critiche dell’Italia dei valori. “Tale comportamento – nota l’Idv – è poco consono al precetto dell’articolo 54 della Costituzione; ancor più riprovevole sarebbe mantenere un incarico istituzionale che non si è in grado di svolgere adeguatamente al solo fine di evitare il subentro di un candidato che medio tempore ha aderito a un partito della medesima coalizione”. Sul punto ha risposto subito Penati: “Credo sia doveroso restare nelle istituzioni anche quando si perde”. Dopodiché ha spiegato:”Il 2010 per me è stato un anno molto impegnativo. Per molti mesi sono stato completamente assorbito dalla campagna elettorale delle regionali, come candidato presidente, questo ricoprendo anche l’incarico di capo della segreteria politica di Bersani”. Nulla da dire. Resta solo un’ultima questione. Quel denaro che ufficialmente rientra nelle casse della Regione e che poi riesce sotto forma di indennità.

FONTE: Il fatto quotidiano

La mia auto blu

Nasce dall'indignazione, ma forse dalla rassegnazione